l'ECOGRAFIA polmonare e infezione da covid-19

Data evento: 22-11-2020

L’ecografia polmonare e infezione da COVID-19: lo spunto per parlarne.

La circostanza in atto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo spinge ad individuare mezzi sempre più efficaci e rapidi per la diagnosi di infezione da COVID-19.  Le aziende sanitarie di alcune regioni hanno deciso a tal proposito di attivare delle unità speciali di continuità assistenziale costituite da un team di medici, equipaggiati con dispositivi di sicurezza e dotati anche di un ecografo palmare per recarsi al domicilio di persone sospette positive con lo scopo di intercettare precocemente casi di compromissione polmonare nel paziente con possibile evoluzione verso l’insufficienza respiratoria da coronavirus. Queste unità hanno la funzione di supporto ai colleghi di medicina generale e ai pediatri di famiglia. Questa strategia sta a dimostrare come il valore dell’ecografia toracica-polmonare sia stato riconosciuto. Da oltre cinquant’anni l’ecografia viene usata nella diagnostica e non solo: è infatti utilizzata efficacemente nelle procedure eco-guidate. L’evoluzione tecnologica ha fatto sì che ci si possa affidare a strumenti sempre più compatti, che danno immagini più definite a un costo decisamente più vantaggioso. Queste acquisizioni hanno portato alla nascita e allo sviluppo della POCUS (Point-of-Care Ultrasonography), ovvero la metodica che permette al medico esaminatore di effettuare l’esame direttamente sul paziente e di formulare una diagnosi in relazione a sintomatologia e anamnesi, con grande vantaggio rispetto all’esame eseguito in un tempo successivo da uno specialista.

La POCUS, inizialmente utilizzata da cardiologi e ginecologi, è stata via via impiegata da quasi tutte le branche mediche: la medicina d’urgenza, la pneumologia e la pediatria, specialmente nelle terapie intensive neonatali. In particolare, nelle emergenze respiratorie l’ecografia si è rivelata una metodica più efficace rispetto all’auscultazione e alla radiografia nell’individuare versamenti pleurici, polmoniti e sindrome interstiziale. Il paziente in età pediatrica rappresenta il soggetto ideale per lo studio ecografico in generale, per il minore spessore dei tessuti in generale e del grasso sottocutaneo in particolare e, nel caso di ecografia polmonare, per il minore diametro antero-posteriore del torace.

I polmoni sono stati a lungo giudicati non esplorabili perché, in assenza di patologia, gli ultrasuoni vengono completamente riflessi generando degli artefatti; questo aspetto, associato alla modesta esplorabilità del torace per le scarse finestre acustiche tra coste, sterno, clavicole e vertebre, aveva portato alla conclusione che non si potesse effettuare uno studio morfologico ecografico dell’organo.

Dott.    Salvatore Bonforte

        Pediatra/Ecografista

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