l'APNEA OSTRUTTIVA del SONNO

Data evento: 22-11-2020

L’apnea ostruttiva del sonno, nota anche come OSAS (Obrustructive Sleep Apnea Syndrome) è una patologia caratterizzata da intervalli respiratori durante il sonno ed è dovuta all’ostruzione, parziale o totale, delle vie aeree superiore.

 

L’OSAS, seppur ancora poco diagnosticata, è una malattia molto diffusa nella popolazione mondiale con importanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. In Italia più di 2 milioni di persone ne soffrono.

Alcune condizioni favoriscono l’insorgenza delle apnee nel sonno quali sovrappeso, obesità, ipertrofia tonsillare e/o adenoidea, macroglossia, micrognazia, abuso di bevande alcoliche prima di andare a dormire ed assunzione di sonniferi.

 

Generalmente il paziente che soffre di apnee ostruttive nel sonno è un forte russatore. Questo è dovuto all’aria che, passando attraverso le vie aeree parzialmente ostruite, fa vibrare i tessuti molli provocando un forte rumore fin quando l’ostruzione diventa completa e l’individuo smette di respirare per alcuni secondi per poi riprendere nuovamente con un rumore improvviso.

Oltre ad essere roncopatico l’individuo può presentare altri sintomi come eccessiva sonnolenza durante il giorno che può manifestarsi al lavoro o mentre si è alla guida o guardando la televisione. La persona può lamentare anche difficoltà nella concentrazione, difficoltà a memorizzare, può manifestare sudorazioni notturne, risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento (chocking), necessità di far pipì la notte o cefalea al risveglio.

 

L’OSAS è una patologia che non deve essere sottovalutata in quanto può predisporre l’organismo a numerose complicanze sistemiche come ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco, insufficienza respiratoria, ictus, sindrome depressiva, ansia e disturbi cognitivi. Inoltre la sindrome delle apnee notturne può rappresentare un fattore di rischio importante per lo sviluppo di numerose malattie croniche non trasmissibili (insufficienza renale, neoplasie, obesità e diabete). Fig. 1

 

Molto importante è arrivare ad una diagnosi definitiva precocemente. Un ruolo determinante svolge il compagno o la compagna di letto in quanto è il primo che si rende conto dell’effettiva presenza dell’apnea e del russamento. La visita medica, eseguita generalmente dall’otorinolaringoiatra, svolge un ruolo fondamentale per la diagnosi della patologia in cui viene raccolta l’anamnesi e l’esame obiettivo. Fondamentale, durante la visita, è la rinofibrolaringoscopia in cui si prende visione dei distretti anatomici e si i valutano possibili siti responsabili dell’ostruzione (Fig. 2a/b).

Per fare diagnosi di OSAS è indispensabile l’esecuzione di esami strumentali come la polisonnografia.

 

Il trattamento dell’OSAS ha l’obiettivo di eliminare o ridurre le cause che determinano l’ostruzione. Se l’individuo è obeso bisogna intraprendere un corretto stile alimentare. La terapia ventilatoria (cPAP) è il gold standard per la terapia della patologia e deve essere utilizzata ogni notte per tutta la notte e per questo alcuni pazienti tendono ad abbandonare, sbagliando, il trattamento. È qui che la chirurgia, se indicata dopo esecuzione di una sleependoscopy in sala operatoria (valutazione anatomica con rinofibrolaringoscopia del sito ostruttivo durante il sonno indotto), si pone come valida alternativa alla cPAP e permette al paziente di guarire dalla patologia.

L’inquadramento diagnostico-terapeutico di questa patologia necessita comunque di un approccio multidisciplinare indispensabile per valutare le cause dell’ostruzione durante il sonno e per individuare la terapia più idonea al singolo caso tra le diverse opzioni possibili.

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